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giovedì, 17 gennaio 2008

LA CLASSIFICA DI BABELE

Ecco a voi i dodici paesi in cui viene parlato il maggior numero di lingue diverse (citati nel libro Limits of Language del linguista svedese Mikael Parkvall):

Papua Nuova Guinea 823 lingue
Indonesia 726
Nigeria 505
India 387
Messico 288
Camerun 279
Australia 235
Rep. Dem. del Congo 218
Cina 201
Brasile 192
USA 176
Filippine 169

(Fonte: Strange Maps)

posted by: Alister at 10:26 | link | commenti (3)
categories: lingue
venerdì, 26 ottobre 2007

OLEN SUOMALAINEN  (SONO FINLANDESE)

Non volevo credere alle mie orecchie. Eppure è tutto vero!


posted by: Alister at 09:07 | link | commenti
categories: musica, cazzeggio, lingue
mercoledì, 24 ottobre 2007

GLI APOSTROFI E LA MALAVITA ORGANIZZATA

In questi giorni, su Biblit – gruppo di discussione dedicato alla traduzione letteraria da e verso l'italiano – tra le altre cose si parla di apostrofi (i traduttori sono una manica di pazzoidi, cosa ci volete fare). A chi non è aduso a lavorare con la lingua sembrerà un tema un po' arido, eppure oggi Lorenzo Enriques della Zanichelli è riuscito a mandarci un gustoso aneddoto in proposito. Con il suo permesso, lo ripropongo qui.

«Anni fa parlavo con Giampaolo Dossena della differenza fra l'apostrofo che denota il troncamento (po', mo', fra' etc.) e quello dell'elisione (l', dell', bell' etc.). Dossena obiettò che in pratica non c'era modo di distinguerli. Gli dissi che no, che quello del troncamento è seguito da uno spazio e quello dell'elisione no e perciò sono diversi. Dossena come al solito generoso e paradossale parlò di grande scoperta che avrebbe rivoluzionato gli studi linguistici...

«Vabbè, scherzava: ma ci ripensai la notte e presto il mattino dopo lo cercai alla sede di Milano della "Stampa", dove in genere lo trovavo. Dossena non c'era ancora e a chi mi aveva risposto chiesi di dirgli soltanto che gli apostrofi non sono due, sono tre. Che pensi alla 'nfamia e allo 'nferno nella Divina Commedia e anche alla 'ndrangheta. Lui capirà.

«Ci fu un lungo silenzio e poi la risposta da una voce fattasi attenta e tesa: "Sono il responsabile di questa redazione. Non accettiamo intimidazioni. Ora lei mi dice il suo nome e cognome e da dove telefona e poi mi ripete parola per parola il suo messaggio".»

posted by: Alister at 10:46 | link | commenti (1)
categories: traduzione, lingue
giovedì, 26 aprile 2007

FILOLOGIA ROMANESCA

Milanese di nascita e udinese d'adozione (anche se capisco ben poco di friulano) non potevo certo conoscere la differenza che passa tra le colorite espressioni romanesche “Sticazzi" e "Me cojoni". Ora però Akille me l'ha spiegata, e non è una distinzione da poco. Se vi interessa, andate qui.

posted by: Alister at 15:41 | link | commenti (1)
categories: cazzeggio, lingue
giovedì, 12 aprile 2007

IGNORANTE

Mi sono reso conto che non sapevo bene cosa volesse dire esiziale!
(Per gli altri ignoranti: vuol dire 'rovinoso'... sapete cosa vuol dire rovinoso, vero?)

posted by: Alister at 10:56 | link | commenti (1)
categories: lingue
mercoledì, 29 novembre 2006

UN ALFABETO A COLORI

Gli Edo, una popolazione africana che vive nel Benin e nella Nigeria, usano un sistema di scrittura cromatico di cui potete ammirare i simboli qui a fianco. Certo, in questo modo per scrivere un testo bisogna disporre di almeno sette penne, e non è molto comodo, ma volete mettere l'effetto estetico?



(Fonte)

posted by: Alister at 10:49 | link | commenti (6)
categories: lingue, stranezze
lunedì, 05 dicembre 2005

INSULTI SÌ, INSULTI NO...

«Len Kiely, vicepresidente del parlamento del Territorio del nord, in Australia, ha stabilito ufficialmente che i deputati non possono chiamare un collega rompicoglioni perché, anche se il termine è un "insulto scherzoso ed è usato affettuosamente", è un "linguaggio non parlamentare" e "poco signorile". Nel 2001 il presidente aveva giudicato accettabile l'uso in aula di testa di cazzo (Da "Internazionale", 619)

posted by: Alister at 15:50 | link | commenti (1)
categories: lingue
venerdì, 28 ottobre 2005

IL DIZIONARIO DELLE PAROLE INTRADUCIBILI
Riporto da AliceNews
una notizia che forse interesserà anche ai non-traduttori:

«È sicuramente un dizionario affascinante, in cui immergersi in una lettura che è anche analisi sociologica e antropologica: ogni paese ha la sua vocazione a indicare con termini o frasi specifiche cose o situazioni che altrove non trovano traduzione. Già nel titolo del dizionario, appena edito in Gran Bretagna e curato da Adam Jacot de Boinod, troviamo un esempio calzante: The meaning of tingo, cioè Il significato di tingo, termine con cui sull'Isola di Pasqua si definisce il "prendere in prestito cose dalla casa di un amico, una a una, sino a quando non gli resta più niente". C'è una parola hawaiana che indica il "grattarsi la testa per ricordarsi qualcosa che si è dimenticato": panapo'o; in indiano tulu karelu significa "il segno lasciato sulla pelle da un indumento troppo stretto"; in lingua indonesiana latah è "l'abitudine a dire delle cose imbarazzanti"; in siberiano il verbo iktsuarpok è utilizzato per "andare fuori a vedere se la persona attesa arriva"; bakku-shan in giapponese è una "ragazza che sembra bella vista da dietro ma che non lo è vista davanti". Questi e altri termini (in Albania, ad esempio, ci sono 27 modi diversi per descrivere i baffi) sono indicati nell'articolo di Riccardo Staglianò che su la Repubblica del 23 ottobre approfondisce questo tema. L'esempio di termine italiano intraducibile proposto nell'articolo è "pomicione".»

posted by: Alister at 15:28 | link | commenti
categories: libri, lingue
venerdì, 09 settembre 2005

ALFABETIZZIAMOCI

Omniglot è un interessante sito (in inglese) che si occupa dei sistemi di scrittura di tutto il mondo, comprese le lingue antiche, artificiali e immaginarie. C'è perfino l'alfabeto galattico (usato nella serie di videogame del comandante Keen, che personalmente non conosco). Se, come me, siete affascinati dalle lingue, in questo sito rischierete di perdervi.

posted by: Alister at 11:05 | link | commenti (1)
categories: lingue


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