Visto che a Napoli in questi giorni amano fare falò di spazzatura al profumo di diossina, spero che brucino pure il sito di Repubblica.it. Lo spero tanto più dopo aver letto l'ultima notizia lanciata nella colonnina "24ore AGI":
SPICE GIRLS: MEL B STRIZZA SENO DI VICTORIA SUL PALCO.
AGGIORNAMENTO. Oggi hanno proprio deciso di darci dentro col trash! Ecco un altra bella notiziola confezionata per noi dai giornalisti repubblichini:
CINEMA: HANKS SI SPOGLIA SUL SET E JULIA ROBERTS SCAPPA.
Oggi "la Repubblica" pubblica un articolo firmato da Steven Spielberg in cui il regista parla della genesi di Incontri ravvicinati del terzo tipo. Niente di particolarmente interessante, a dire il vero. Anzi, oserei dire che è un pezzo piuttosto noioso. Apprendiamo però - e questa per me è una novità - che allora Spielberg era davvero un appassionato di ufologia: «Negli anni Settanta ero un fan degli Ufo e tutto quello che leggevo al riguardo non faceva che confermarmi nel mio convincimento. Per me era scienza». Oggi però ha - saggiamente - rivisto la sua opinione: «Col passare degli anni ho cominciato a chiedermi: ma con tutte le videocamere in funzione nel mondo, come mai gli avvistamenti di Ufo sono diminuiti? Prima dell'avvento delle fotocamere, gli avvistamenti erano numerosissimi, ecco perché oggi sono un po' più scettico di quanto lo fossi negli anni Settanta, quando feci il film»*. Come dargli torto? (* La sottolineatura è mia)
Sul canale satellitare Sky Cinema Max hanno cominciato a trasmettere gli episodi della serie Masters of Horror, che poi proprio una "serie" non è, visto che si tratta in pratica di minifilm della durata di un'ora circa, scollegati tra loro, diretti dai più noti registi del genere. La lista degli episodi la trovate qui. Se la sequenza riportata da Wikipedia è esatta, in Italia gli episodi vengono trasmessi in ordine sparso. Finora hanno mandato in onda Jennifer di Dario Argento (n. 4) e Deer Woman di John Landis (n. 7). Poco male, dato che non c'è alcuna continuità.
L'episodio di Dario Argento ancora non l'ho visto. Ieri sera invece mi sono guardato quello di John Landis e francamente non è che mi abbia entusiasmato. Una sceneggiatura deboluccia (firmata dallo stesso Landis in coppia con il figlio Max) senza colpi di scena in cui l'unica cosa positiva sono alcune zampate ironiche del regista, che fra l'altro si diverte a citare come fatto realmente accaduto le vicende del suo film Un lupo mannaro americano a Londra. Vedremo un po' com'è quello di Dario Argento, anche se non vi ripongo molte aspettative. Sono più curioso di vedere cosa combineranno mostri sacri come Jo Dante, John Carpenter, e anche Tobe Hooper (da quest'ultimo mi aspetto bassa macelleria, a dire il vero).
È da molto che non mi dedicavo più all'horror, anche perché convivo con una persona che "non può" guardare questo genere di film*. Ma visto che questi sono mediometraggi e quindi è più facile ritagliarsi un'oretta di tempo per guardarseli, ho deciso di ripescare la mia vecchia passione per l'orrore e vedere l'effetto che fa!
*(Ieri sera però ha fatto un'eccezione, anche perché John Landis non è esattamente un maestro del brivido, e infatti il suo film non faceva per niente paura.)
Come nel film Il dormiglione di Woody Allen, memorabile per la trovata dell'Orgasmatic, uno scienziato americano, il dr. Stuart Meloy, ha inventato un apparecchio che stimola l'orgasmo. Basta premere un pulsante, e il gioco è fatto. Solo che non riesce a trovare volontarie disposte a farselo impiantare sottopelle, mentre lui, poverino, si illudeva che frotte di donne bussassero alla sua porta. (fonte: BBC)
Dato che mio fratello è attore di prosa, ovviamente il teatro mi è familiare fin da quando ero bambino (mio fratello ha tredici anni più di me, e ha cominciato presto la carriera). Eppure lo spettacolo che io preferisco - e di gran lunga - è il cinema. E credo di preferirlo per due motivi sostanziali:
1. È un ritorno all'utero (sarà per questo che amo poco il cinema all'aperto).
2. È uno spettacolo di fantasmi (quindi l'opposto del teatro, fatto da attori in carne e ossa, che pure mi piace per altre ragioni).
Insomma, il cinema mi piace proprio perché è illusione, falso movimento(tanto per fare una citazione cinefila), immagini isolate che solo il nostro occhio vede scorrere. Adoro poi il rumore della pellicola che sfrigola all'inizio del film - un effetto che, ahimé, scomparirà con l'avvento del digitale, facendomi sentire ancora di più un "dinosauro". Ricordo ancora quando andai a vedere Die zweite Heimat (Heimat 2, per intenderci): tredici film per tredici settimane, e ogni volta lo sfrigolio della pellicola sul marchio della Mikado annunciava un nuovo capitolo della saga...