Ieri sera volevo preparare un bel risotto di zucca.
Poi è apparsa quella fatina rompiballe, e alla fine
ho dovuto ripiegare sulla mozzarella in carrozza.
E per festeggiare, vi offro un po' di fantascienza messicana dei tempi d'oro. Cliccate qui, o sull'immagine! E se vinco la pigrizia, domani vi parlerò d'aglio...
Volevo sapere chi fosse l'autore del libro Toghe rotte, che Luca Sofri cita nel suo blog, ma per errore ho digitato in Google tighe rotte. E giustamente il motore di ricerca mi avverte:
E non dite poi che non vi voglio bene! Grazie alla mia segnalazione, infatti, potrete acquistare l'indispensabile sveglia con l'elicottero.
Siete di quelli che al mattino spengono la sveglia per rimettersi a ronfare placidamente? Voglio un po' vedervi alle prese con questo diabolico aggeggio! Quando suona, la sveglia che vedete nella foto fa partire nell'aria il rotore e non smette di assordarvi i timpani finché non l'avete recuperato e rimesso al suo posto. Tanti auguri! (Fonte: Darwin)
«Anch’io ho dei difetti e delle debolezze. A volte sono invidioso o collerico. Ad esempio, mi capita di infuriarmi se mi sveglio di notte a causa degli uccelli che pigolano.» (Da un'intervista a Tenzin Gyatso, attuale Dalai Lama; il corsivo è mio.) Il Giornale via Wittgenstein
Lasciamo da parte per un attimo il surriscaldamento globale, la fame nel mondo, le guerre, il precariato e altre quisquilie del genere, e concentriamoci sui veri probemi dell’umanità. Le mèches, per esempio. Ma perché le donne si fanno le mèches? Non solo sono brutte, ma fanno invecchiare di colpo di dieci anni una “ragazza” che si sottoponga all’insana pratica. Oltretutto pure assai costosa, mi dicono. ['MODALITÀ PREDICATORE' ATTIVATA] Donne, ascoltatemi, non abbiate fretta di assumere un aspetto da “signora”, che tanto ci penserà poi il tempo a fare il suo corso! E voi uomini, cosa aspettate ad aderire al Comitato di Lotta Contro le Mèches? Ripubblicate questo appello sui vostri blog, e vedrete che entro il 2015 riusciremo a dimezzare la piaga delle mèches sul nostro pianeta! Così come l’ONU per quella data si è impegnata a dimezzare la povertà estrema e la fame nel mondo, come si è impegnata a fare (Non lo sapevate? Sapevatelo!) [E ORA LA 'MODALITÀ PREDICATORE' LA DISATTIVO O ME LA TENGO BUONA PER IL PROSSIMO POST?]
Forse potrebbe riscuotere qualche successo un ristorante d'ispirazione slow food che si facesse chiamare Ponzio Palato. Di certo avrebbe pochi clienti il parrucchiere Ponzio Pelato.
Tutto cominciò quando il mio amico Bria inserì il libro che vedete qui accanto nella sua libreria virtuale su aNobii, a fare il paio con il primo e unico post mai comparso sul suo blog.
A dimostrazione che i miei amici non devono essere tanto giusti, un altro della combriccola, il buon Tarlo, non seppe resistere alla tentazione di comprarlo, poi lo lesse e pubblicò pure una recensione sul suo blog. (Va bé, spinto da me, lo ammetto!)
Non è un galateo per coprofagi, tranquilli, né un manuale che insegni ai bambini a farla nel modo corretto (peccato, perché ce l'avrei bisogno per Sofia che non vuole saperne del vasino). È solo una favola per bambini, di quelle «che fanno ridere a crepapelle» (Tarlo dixit).
Se vi siete incuriositi e volete darci un'occhiata: Stephanie Blake, Cacca pupù, traduzione di Federica Rocca, Babalibri, euro 12,50.
Ieri mattina si è svolto a Fagagna (UD) il primo incontro tra i lettori di questo blog. sono state due orette molto piacevoli, e il padrone del vapore ringrazia tutti i partecipanti. Qui sotto, ecco alcune foto dei "fans" intervenuti (e qualcuno si riconoscerà).
Milanese di nascita e udinese d'adozione (anche se capisco ben poco di friulano) non potevo certo conoscere la differenza che passa tra le colorite espressioni romanesche “Sticazzi" e "Me cojoni". Ora però Akille me l'ha spiegata, e non è una distinzione da poco. Se vi interessa, andate qui.
Visto che questo straordinario blog seguita a essere assai poco popolare, nonostante l'impegno profuso dal gestore, proviamo a mettere Celentano pure qui. Hai visto mai...
Starò via qualche giorno, per cui i miei pochissimi lettori non si aspettino aggiornamenti prima di lunedì (a meno che non esploda un pianeta del sistema solare, naturalmente). E chissà se settimana prossima riuscirò a scrivere quel post sull'autoscontro che mi frulla per la testa da qualche giorno...
— Ehi, compare, secondo te perché il "padrone" di questo blog ci ha pubblicati?
— Semplice, comare. Perché non aveva niente di meglio da scrivere, e con noi due ci fa un figurone! (Fonte)
A proposito dei metodi per scaricare la propria aggressività, di cui parlavo nel mio post di ieri, ho deciso quale pistola comprarmi: una potato gun. (Si ringrazia Señor Tonto per la segnalazione).
Stamane, durante la rituale passeggiatina "volta all'espletamento delle funzioni fisiologiche" - come direbbe la mia amica Bea - Olga ha fatto una "popò" di due colori nettamente diversi: giallina la prima parte, e più tradizionalmente marrone la seconda. Al che il mio commento mentale è stato: "Toh, uno stronzo bipartisan!"
Fichi bollenti
Livello di difficoltà: *
[N.B.: * = Ce la fa pure il Tarlo]
Ingredienti per una persona:
20 fichi
acqua
sale
Portate a ebollizione una pentola d'acqua. Salate. Versate i fichi e fateli sbollentare per un minuto. Quindi scolate e gettate via tutto immediatamente.
«Le forme e i colori delle meduse non sono l'unico elemento di spettacolo della mostra dedicata all'affascinante invertebrato all'Ocean Park di Hong Kong. Giochi di luce, effetti speciali e suoni multimediali costituscono la cornice scenica in cui i visitatori riscoprono la naturale bellezza di oltre mille esemplari di medusa.» (tratto da Repubblica.it)
È domenica. Se potete, godetevi un po' di sano ozio in una località ridente come questa. Che può essere benissimo casa vostra, s'intende. I più bei viaggi sono quelli che si fanno con la mente...