

Per "I classici del fumetto di Repubblica" esce oggi in edicola I Maestri dell'Orzo di Jean Van Hamme e Francis Vallès: la saga di una famiglia belga di birrai che parte dal 1854 e arriva ai giorni nostri. Non l'ho ancora letta (so solo che se ne parla un gran bene), ma questo Heimat a fumetti mi ispira assai. E poi... 350 pagine di fumetto d'autore (a colori!) per solo 6,90 euro è davvero un'occasione da non perdere!






Insomma, il cinema mi piace proprio perché è illusione, falso movimento (tanto per fare una citazione cinefila), immagini isolate che solo il nostro occhio vede scorrere. Adoro poi il rumore della pellicola che sfrigola all'inizio del film - un effetto che, ahimé, scomparirà con l'avvento del digitale, facendomi sentire ancora di più un "dinosauro". Ricordo ancora quando andai a vedere Die zweite Heimat (Heimat 2, per intenderci): tredici film per tredici settimane, e ogni volta lo sfrigolio della pellicola sul marchio della Mikado annunciava un nuovo capitolo della saga...
Sono dei bei fungoni col cappello di 10-15 cm di diametro. Ed è proprio il cappello che si mangia impanato e fritto, come una cotoletta. Sublime. Sabato ad Ampezzo ne abbiamo trovate cinque, e vi assicuro che con cinque mazze da tamburo si sbafa parecchio! Se non le avete mai provate, non sapete che cosa vi perdete. SLURP!










